|
The road to coal
La via del carbone
pagine:
112
formato:
21 x 15 cm
data di
pubblicazione:
settembre 2004
illustrazioni:
56 duplex
confezione:
edizione cartonata
prezzo:
€ 35,00 $ 43.00
lingua:
Italiano/Inglese/Francese/Cinese
testi:
Isabelle Baechler, Una via dei trionfi per gli eroi del carbone
Patrizia Bonanzinga, La via del
carbone
Paolo Longo, Cina, la miniera
più grande del mondo
Roberto Salbitani, Fiutare
l'immagine
Nel lento traffico
urbano si è circondati da uno straordinario numero di camion
carichi di carbone, da carrettini che trasportano nere pile
allineate di mattonelle di carbone e si sente un odore acre che
penetra nelle narici: siamo a Pechino. Il carbone qui è
onnipresente: ammonticchiato dietro i templi, scaricato agli
angoli delle grandi strade di scorrimento, accatastato come
scorta invernale nelle scale dei condomini o dentro i portoni
delle piccole case che affacciano sui lunghi e stretti hutong, i
vicoli della vecchia città.
Affascinata e
colpita da questo nero universo, Patrizia Bonanzinga ha
ripercorso, durante il suo soggiorno in Cina, tutta la catena
industriale connessa all'industria del carbone concentrandosi
soprattutto lungo un asse: quello che lega Pechino con Datong.
Ha così scoperto un universo emozionante, anche molto duro, che
ha cercato di penetrare e di cogliere nei suoi vari aspetti.
Dopo essersi recata più volte a Datong, notoriamente capitale
del carbone, ha ripercorso, a più riprese, la strada tra Datong
e Pechino. Il lavoro fotografico della Bonanzinga cerca di
essere il più esaustivo possibile nella descrizione di tutte le
differenti fasi che portano dalla produzione all'uso del carbone
in Cina.
Patrizia
Bonanzinga nasce a Bolzano nel 1954. La sua passione per la
fotografia nasce durante il periodo universitario. Si laurea in
matematica e intraprende percorsi lavorativi nel settore
dell’educazione, della formazione e della ricerca scientifica.
Vive a più riprese all’estero: Messico, Algeria, Stati Uniti,
Francia e Cina dove, dal 1995 al ‘98, risiede a Pechino con la
famiglia. È in Cina che concentra la sua attività professionale
solo sulla fotografia dedicando al Paese diversi progetti che
hanno dato luogo a diverse mostre personali, tra le quali: On
the Borders: minorities’ life in southwestern China
all’Accademia Centrale di Belle Arti di Pechino nel ’97;
Raccontare Pechino per i “sipari” della Galleria Nazionale
d’Arte Moderna di Roma nel ’99; Pékin change de Peau all’Atelier
François Seigneur & Sylvie de la Dure ad Arles in occasione dei
Rencontres de la Photographie del 2001. Ha pubblicato reportage
su diverse riviste italiane e francesi e collaborato al libro
Grammaire de l’Objet Chinois di Michel Culas (Paris 1997).
Attualmente vive a
Roma dove, oltre a svolgere l’attività di fotografa, collabora
come critico fotografico con alcune riviste specializzate e
tiene corsi di educazione all’immagine in ambito universitario.
Per ordinare questo
titolo clicca qui |
|
|
Il commento di Mangetsu |
|
Chi, fino alla fine degli
anni Novanta, ha pedalato nei freddi inverni di Pechino sa
cosa significa. Ora mi dicono che l’aria sia più pulita
(troppi ispettori olimpici a fare la guardia). Eppure quelle
mani nere non si dimenticano, quell’odore di carbone misto a
carburanti. Solo chi si è soffiato il naso nei freddi
inverni di Pechino sa cosa vuol dire.
Nello Shanxi è ancora così,
come ovunque nelle regioni fredde della Cina. È ancora così
sulla strada che unisce Pechino a Datong. I turisti che
vanno a visitare le grotte ci possono arrivare in treno, e
in treno l’odore è un altro. Ma quando scendi dal treno
entri nelle foto della Bonanzinga, una Cina differente che
rimarrà – forse - differente, non il motore, ma il
distributore per la grande macchina che più non si ferma.
Non ho pensato ad altro immergendomi nel suo b/n. Per molto
tempo dopo l’ultima pagina non ho pensato ad altro.
F. M. |
|
| |
|
Il testo è disponibile
in libreria (Via San Francesco da Paola, 41 – Torino) o può
essere ordinato via email (info@mangetsu.biz)
o telefono (011.812.18.51). |
|