Ripercorrendo i momenti di una tragedia
vera, recente e misconosciuta, Yan Lianke
racconta la lenta dissoluzione di un
piccolo villaggio situato lungo l’antico
letto del Fiume Giallo, destinato ad
essere sommerso da un’ “ondata rossa di
sangue”. Č il sangue venduto dei
contadini, piegati alla dissennatezza di
una campagna senza scrupoli promossa dal
governo cinese per rifornire di pasma gli
ospedali; sangue infetto, che, veicolato
dall’assoluta mancanza di profilassi e da
aghi e batuffoli di cotone usati e
riusati, attraversa l’intero paese e
culmina in un’inevitabile e catastrofica
epidemia di AIDS.
Il romanzo segue il lento, crudele
andamento di un’elegia funebre, e prende
forma dai gesti e dalle parole dei malati
e dalle loro storie di dolore, odio,
disperazione ma anche di forme di amore
estremo.